Quando Need Games ha annunciato la localizzazione italiana di MÖRK BORG, era chiaro che non si trattava di un’operazione banale. Portare in italiano un gioco così estremo, visivamente aggressivo e volutamente poco accomodante significava confrontarsi non solo con una traduzione, ma con un’identità molto forte. MÖRK BORG non è un manuale tradizionale: è un oggetto artistico, un’esperienza che vive di tono, ritmo e impatto. La scelta di Need Games di localizzarlo ha aperto questo titolo a un pubblico più ampio, ponendo però una domanda inevitabile: cosa cambia quando un gioco così radicale passa dall’inglese all’italiano? Questo rende inevitabile il confronto con l’edizione originale, non per stabilire quale sia “migliore”, ma per capire come cambia l’esperienza di lettura e di gioco quando un manuale così estremo viene adattato a un’altra lingua.

Se ancora non conoscete questo gioco, trovate la nostra recensione qui sulle nostre pagine. In questo articolo ci occuperemo invece di confrontare la versione in italiano con quella originale.
Brutalità su carta
MÖRK BORG è il precursore da cui prendono nome i giochi denominati “BORG”; Il sistema è basato su regole leggere e veloci, spesso mortali, derivate dall’OSR. È pensato per sessioni veloci (one-shot) o brevi campagne ad alto rischio. Regole semplici, mondo morente, atmosfera estrema il tutto condito da un manuale che a livello di impaginazione risulta un ponte tra regole e arte. Proprio per questo, la lingua in cui lo si legge incide molto più che in altri GdR. Confrontare la versione inglese e quella italiana significa quindi confrontare due modi diversi di entrare nello stesso incubo.
La versione inglese è quella più diretta e brutale, infatti il testo risulta essenziale, spesso “confusionario” (passateci il termine) in modo da richiamare la sua natura METAL alla quale vuole ispirarsi. Le regole sembrano quasi volerti urlare in faccia, come se volessero uscire dalla pagina; questo rende il manuale molto d’impatto colpendoti già dalla prima volta che lo sfogli come un acuto ben assestato. Questo stile funziona bene perché rafforza l’identità del gioco: MÖRK BORG non vuole essere ordinato né rassicurante, ma semplicemente vuole farti giocare.
La versione italiana, pur restando fedele nei contenuti, cambia il ritmo della lettura. L’italiano rende il testo più denso e le pagine più ricche. Le frasi sono meno secche, più complete, e questo aiuta soprattutto nelle parti di spiegazione delle regole per chi non mastica bene la lingua inglese. Il gioco risulta più facile da apprendere e più pratico da consultare durante una sessione, specialmente per chi non ha grande esperienza con l’OSR.
Questa maggiore chiarezza ha però un effetto collaterale: l’atmosfera risulta leggermente meno aggressiva. Non perché il tono sia stato addolcito, ma perché capire meglio riduce quella sensazione di spaesamento totale che l’edizione inglese volutamente trasmette. In inglese, MÖRK BORG sembra quasi voler urlare al lettore le regole con un testo più asciutto e più di impatto; in italiano, è più denso pur restando cupo e violento. Questo rende entrambe le versioni ottime ma con due approcci simili ma da un aria un po’ diversa.
Uno stile inconfondibile
Dal punto di vista grafico, le due versioni sono molto simili. Il layout resta caotico, i colori violenti, l’impaginazione volutamente un po’ scomoda. Tuttavia, il testo italiano occupa più spazio e rende alcune pagine più dense. Questo può rallentare la lettura, soprattutto nelle sezioni già cariche di informazioni, ma non compromette l’identità visiva del gioco (cosa a dir poco fondamentale, soprattutto prendendo atto degli splendidi disegni all’interno dei manuali). Entrambe le versioni risultano essere due ottimi manuali da esporre nelle nostre librerie, e risultano essere anche un ottima esperienza di lettura.
Al tavolo, la differenza principale emerge nel modo in cui si spiega il gioco ai giocatori. Con la versione inglese, spesso si improvvisa e si interpreta. Con quella italiana, invece, si consulta di più il manuale e si chiariscono meglio le procedure. Nessuna delle due modalità è sbagliata: semplicemente portano a stili di conduzione diversi.
In conclusione, la versione inglese di MÖRK BORG è più cruda, più immediata e più fedele allo spirito “anti-manuale” del gioco. La versione italiana è più accessibile, più chiara e più facile da usare, soprattutto per gruppi che vogliono concentrarsi sul gioco senza ostacoli linguistici. Se cerchi l’esperienza più ruvida possibile, l’inglese resta la scelta ideale. Se vuoi giocare MÖRK BORG senza perdere tempo a interpretare il testo, la versione italiana è semplicemente più funzionale. Stesso mondo morente, due modi diversi di affrontarlo.
In questo contesto, il lavoro svolto da Need Games merita un riconoscimento particolare. Localizzare MÖRK BORG non significava semplicemente tradurre un testo, ma riuscire a trasportare in italiano un gioco con un’identità fortissima, senza snaturarne il tono né renderlo irriconoscibile. L’edizione italiana riesce in questo equilibrio delicato: mantiene l’impatto visivo, l’atmosfera cupa e la brutalità del gioco originale, migliorandone al tempo stesso l’accessibilità e l’usabilità al tavolo. È una localizzazione che dimostra attenzione, rispetto per il materiale di partenza e conoscenza del pubblico a cui si rivolge, rendendo MÖRK BORG finalmente fruibile anche in italiano senza perdere ciò che lo rende unico.

