Sacred 2 Remaster Recensione, il ritorno di Ancaria che nessuno aveva chiesto

Sacred 2 Remastered è l’esempio perfetto di come un’operazione nostalgica possa ritorcersi contro il suo stesso passato. Ecco la nostra recensione del gioco.

Tiziano Sbrozzi
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Tiziano Sbrozzi
Senior Editor
Lusso, stile e visione: gli elementi che servono per creare una versione esterna di se. Tiziano crede fortemente che l'abito faccia il monaco, che la persona...
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RecensioniSacred 2 Remaster
Lettura da 6 minuti
3 Debole
Sacred 2 Remaster

Nel panorama ormai saturo di remaster e riesumazioni nostalgiche, Sacred 2 Remaster si presenta come una promessa pericolosa. Sulla carta dovrebbe essere il ritorno in grande stile di un action RPG ambizioso, uno di quei titoli che a suo tempo hanno provato a ritagliarsi uno spazio accanto ai giganti del genere. Nei fatti, però, questa versione rimasterizzata finisce per dimostrare quanto il tempo possa essere spietato e quanto un’operazione superficiale possa trasformare un ricordo positivo in una cocente delusione. Sacred 2 Remastered non riesce a parlare né ai nuovi giocatori né ai veterani, rimanendo sospeso in un limbo fatto di buone intenzioni e pessime esecuzioni.

La storia di Ancaria tra magia e decadenza

Il mondo di Sacred 2 resta, ancora oggi, uno degli elementi più interessanti dell’intera produzione. Ancaria è un continente vastissimo, segnato dalla presenza dell’Energia T, una forza misteriosa capace di alimentare tanto il progresso quanto la corruzione. È un universo fantasy atipico, dove magia e tecnologia convivono senza timidezza, dando vita a città alimentate da fonti energetiche arcane, automi senzienti e fazioni in perenne conflitto.

La struttura narrativa permette di vivere la campagna da prospettive differenti, scegliendo eroi con origini, motivazioni e schieramenti diversi, fino ad arrivare a percorsi separati legati alla Luce o all’Ombra. Non si tratta mai di una narrazione particolarmente raffinata o sorprendente, ma riesce comunque a creare un contesto coerente e riconoscibile, sostenuto da un lore abbondante e da una quantità impressionante di missioni secondarie.

Il problema è che Sacred 2 Remastered non fa nulla per rendere questa storia più accessibile o coinvolgente. Il racconto resta diluito, spesso dispersivo, e soffocato da una messa in scena antiquata. I dialoghi sono rigidi, le animazioni legnose e il ritmo narrativo fatica a mantenere viva l’attenzione. Tutto ciò che funzionava a livello concettuale nel 2008 oggi appare appesantito da una presentazione che non è stata realmente modernizzata.

Gameplay: un action RPG che non vuole più combattere

Il cuore di Sacred 2 Remastered dovrebbe essere il gameplay, ed è proprio qui che l’esperienza crolla rovinosamente. Il sistema di combattimento, già discutibile all’epoca dell’uscita originale, oggi mostra tutti i suoi limiti senza alcun filtro. Gli scontri sono lenti, poco reattivi e spesso frustranti. Le hitbox sono incoerenti, il lock-on è inaffidabile e le animazioni hanno tempi così dilatati da dare costantemente la sensazione di non avere il pieno controllo del personaggio. Sulla carta, le classi restano originali e il sistema di abilità permette una certa libertà di personalizzazione, con combo e skill concatenabili. Nella pratica, però, tutto viene soffocato da una struttura rigida, macchinosa e incredibilmente distante dagli standard degli action RPG moderni. Anche titoli più datati risultano oggi più fluidi, leggibili e soddisfacenti pad alla mano.

Il loot system esiste, ma non entusiasma. La progressione è lenta e spesso poco gratificante, basata su numeri e percentuali che raramente restituiscono un reale senso di potenza. Paradossalmente, il vasto mondo aperto incentiva a evitare gli scontri, correndo da una missione all’altra, perché completare quest risulta più efficiente che affrontare combattimenti lunghi e poco divertenti.

Per un gioco che dovrebbe vivere di azione continua, è un fallimento difficile da giustificare. A peggiorare il quadro ci pensa un comparto tecnico disastroso. Crash frequenti, bug diffusi, quest che si rompono, indicatori imprecisi, problemi di collisione e abilità che non funzionano correttamente. Sacred 2 Remastered sembra più un prodotto incompleto che un’edizione definitiva. Ed è un’accusa pesante per un remaster di un gioco con quasi vent’anni sulle spalle.

Considerazioni finali: un remaster che non doveva esistere

Sacred 2 Remastered è l’esempio perfetto di come un’operazione nostalgica possa ritorcersi contro il suo stesso passato. Non migliora realmente l’originale, non ne corregge i difetti storici e, in molti casi, riesce persino a peggiorarne l’esperienza. Le migliorie grafiche sono superficiali e incoerenti, l’interfaccia è meno funzionale, il gameplay è rimasto ancorato a una filosofia ormai superata e l’aspetto tecnico è semplicemente inaccettabile.

Il risultato è un gioco che non ha più nulla da dire nel panorama attuale degli action RPG. I nuovi giocatori troveranno un’esperienza frustrante e datata, mentre i fan storici farebbero decisamente meglio a tornare alla versione originale con le patch della community, che resta il modo migliore per rivivere Ancaria senza farsi del male. Sacred 2 Remastered non è un tributo, ma una lezione amara su quanto sia facile rovinare un ricordo. Un ritorno che sarebbe stato meglio non affrontare.

Sacred 2 Remaster
Debole 3
Voto 3
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Lusso, stile e visione: gli elementi che servono per creare una versione esterna di se. Tiziano crede fortemente che l'abito faccia il monaco, che la persona si definisca non solo dalle azioni ma dalle scelte che compie. Saper scegliere è un'arte fine che va coltivata.